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Gli
horrea o magazzini
La
presenza di numerosi horrea, o magazzini, è ovvia in una città
portuale come Ostia. Di notevoli dimensioni, presentano tutti la
stessa pianta, molto funzionale: une serie di ambienti disposti
intorno ad un cortile porticato. Si riconosce un granaio da un altro
tipo di magazzino per l'intercapedine praticata
sotto ai pavimenti delle celle per far circolare l'aria.
Gli horrea di Ortensio sono tra i più
antichi conosciuti : si trovano a sud del decumano massimo di fronte
al teatro e la loro costruzione risale all'inizio del I s. d.C. Le
colonne del portico sono in tufo e travertino. Nell'angolo destro,
un piccolo sacello tardo, con dedica in mosaico, gli ha dato il
nome.
Dall'epoca di Claudio, nel I s., in poi, furono
costruiti numerosi magazzini a nord del decumano lungo le banchine
del fiume, spesso ristrutturati alla fine del II s. sotto Commodo,
che dedicò molta attenzione ad Ostia. Il granaio più grande sono le Grandi
Horrea
vicino alla via di Diana, con il muro esterno in grossi blocchi di
tufo. Oltre il Foro, si trova un magazzino per
metà
distrutto dal Tevere; di fronte, quello che è chiamato Piccolo
Mercato, con rampe sui lati per salire ai piani, e alle spalle ,
a
fianco ad un altro granaio, gli Horrea Epagathianae, molto ben conservati, con sopra la porta
l'iscrizione che ci dà il nome dei proprietari. Altri horrea
seguivano la via della Foce, verso il fiume.
Esistono anche magazzini più piccoli,
con una pianta a corridoio e dei magazzini per il vino, con i doli incastrati nel pavimento, come quello che si vede davanti al museo. |