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Le Terme e
l'acqua
%20di%20photos%20Rome%20321.jpg) Come
in tutte le città romane, le terme occupavano ad Ostia uno spazio
importante. Si contano quattro stabilimenti termali pubblici, tutti
del II s d.C.: le Terme di Nettuno, a pochi metri dalla Porta
Romana, con i famosi, bellissimi mosaici raffiguranti Nettuno ed
Anfitrite; le Terme del Foro, con la loro particolare forma
curvilinea; le Terme della Marciana, le più antiche, che
affacciavano sull'antica spiaggia, con un curioso mosaico di atleti
e una vasca alimentata con acqua di mare; le Terme Marittime, le più
grandi, verso la foce del fiume in mezzo ad una zona non scavata.
Una ventina sono le terme private: tra
le più famose, le Terme dei Sette Sapienti, costruite fra due
caseggiati, con il frigidario decorato dall'affresco della Venere al
bagno e il mosaico tondo della sala centrale con cacciatori ed
animali esotici, e le Terme dei Cisiarii,
la corporazione dei carrettieri, dal vivace mosaico raffigurante i
carri-taxi trainati da muli.
L'acqua
proveniva dall'acquedotto del quale la città fu dotata sotto
Caligola, nel I s., portata sin dalle sorgenti dei Monti di Acilia,
a una decina di chilometri verso Roma, ma fu sempre utilizzata an che
la falda acquifera che scende tuttora dai Colli Albani, affiorante a
meno di 5 m di profondità, e alla quale attingevano pozzi e norie,
ancora visibili.
Grandi finestre illuminavano gli
ambienti riscaldati rivolti verso sud-ovest, e laddove erano rivolti
verso nord, ad esempio nelle Terme di Nettuno, si ricorreva a doppi
vetri. In tutte le terme è tuttora visibile il sistema di
riscaldamento ad ipocausti e sono spesso accessibili al pubblico i
corridoi di servizio, come nelle Terme del Foro. |